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MYUTMB
23 giugno 2026

Il Viaggio

C'è un viaggio che comincia molto prima del colpo di pistola, ed è quello di una terra che nel corso dei secoli ha imparato a raccontarsi attraverso i volti che l'hanno lasciata e quelli che continuano ad abitarla, generazione dopo generazione. Castellaneta, tra le tappe più suggestive della Puglia by UTMB, è la città che diede i natali a Rodolfo Valentino, il ragazzo pugliese che, partendo da un piccolo borgo di provincia affacciato sulle gravine, divenne il volto più celebre del cinema muto mondiale, mito dell'immaginario hollywoodiano degli anni Venti e uno dei primi grandi divi internazionali della storia del cinema.

Castellaneta e Rodolfo Valentino

La sua storia è essa stessa un viaggio: dalle stradine polverose di un piccolo borgo di provincia fino ai grandi schermi di un'epoca che stava inventando il cinema, tra luci, sogni e un pubblico che non aveva mai visto niente di simile prima. Oggi la casa natale di Valentino è un piccolo museo che racconta questa parabola attraverso fotografie, locandine originali e oggetti personali, e le vie del centro storico di Castellaneta portano ancora il segno di quella leggenda, tra murales dedicati al suo volto, targhe commemorative e un legame con la sua memoria che la città non ha mai smesso di custodire con orgoglio, celebrandolo ogni anno con eventi dedicati alla sua figura.

Castellaneta e Rodolfo Valentino
Il viaggio di ogni corridore

Il viaggio di ogni corridore

Ma il viaggio della Puglia by UTMB non è solo quello di un mito del passato: è anche quello di ogni corridore che, dai Sassi di Matera alle sabbie di Castellaneta Marina, attraversa la stessa terra con gli stessi occhi curiosi di chi scopre qualcosa per la prima volta, proprio come fece Valentino quando lasciò questi luoghi per scoprire il mondo. Ogni atleta che arriva qui da lontano lascia la propria terra per scoprire la Puglia: le sue gravine scavate dal tempo e dall'acqua in millenni di erosione, i suoi ipogei silenziosi scavati dalle prime comunità umane, le chiese rupestri che custodiscono ancora oggi affreschi bizantini sopravvissuti a secoli di storia, gli ulivi secolari che hanno visto passare generazioni intere senza mai smettere di dare frutto.

Il paesaggio della Terra delle Gravine

È un viaggio che si corre con le gambe, ma che si vive soprattutto con lo sguardo: ogni curva del sentiero apre una prospettiva diversa su un paesaggio che sembra fermo nel tempo eppure cambia a ogni chilometro, dalla pietra bianca della Murgia, levigata dal vento e dal sole, alla macchia mediterranea che profuma di timo e rosmarino selvatico, tra silenzi che nessuna città potrebbe offrire, fino all'ultimo abbraccio del mare Ionio, che si intuisce all'orizzonte molto prima di raggiungerlo e che accompagna con la sua luce gli ultimi chilometri di ogni gara.

Il paesaggio della Terra delle Gravine
Il traguardo come punto d'incontro

Il traguardo come punto d'incontro

Alla fine, il traguardo non è solo un arrivo cronometrico. È il punto in cui il viaggio di ogni corridore si sovrappone, per un istante, a quello di questa terra e di chi l'ha raccontata al mondo prima di lui: un viaggio fatto di storia, paesaggio e memoria, che resta addosso molto più a lungo dei chilometri percorsi, come un'immagine che si porta a casa insieme alla medaglia e che continua a raccontarsi, di generazione in generazione, proprio come le storie di questa terra hanno sempre saputo fare.